Religione e cultura

Il valore della conoscenza nel mondo contemporaneo

C’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti, e c’è sempre stato. Lo sforzo dell’anti-intellettualismo è stato una traccia costante che si è spinta nella nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che la democrazia significhi che “la mia ignoranza è tanto giusta quanto la tua conoscenza
Isaac Asimov
Per molti aspetti, “Oltre cultura” rappresenta il cuore pulsante di Argo, la ambizione più impegnativa e profonda. Si tratta di un’impresa dalla doppia anima, che mira da un lato alla rivalutazione della nozione di cultura, e dall’altra alla ricerca e all’elaborazione di un nuovo modello culturale, che possa fornire e suggerire nuove risposte ad una società che sembra vivere ancora su paradigmi non più utilizzabili, e che anela nuove alternative.
  • “Oltre cultura” vuole quindi agire da un lato per rimettere la cultura all’interno del dibattito pubblico, finanche politico, interrompendo l’ormai logora abitudine di considerare la cultura elemento elitario e possibilmente disprezzabile, ma riscoprendone i suoi potenziali creativi e la sua forza di influire attivamente sulla società anche negli aspetti più pratici.
  • D’altra parte, “Oltre cultura” vuole fornire gli strumenti per meglio interpretare il mondo contemporaneo, attraverso lenti che distolgano dalla paura (terribile nemica di qualunque conoscenza), e che permettano di vedere con maggiore lucidità le dinamiche internazionali; in quest’ottica, parole come religione, immigrazione, integralismo, terrorismo, globalizzazione (solo per fare degli esempi) vanno spogliate degli strati di fraintendimenti e (possiamo dirlo) di ignoranza che si portano appresso, e passando per un’analisi dei fenomeni contemporanei si cercherà di coglierne gli aspetti più autentici e più significativi.
Questo è senza dubbi un difficile, anzi difficilissimo obiettivo. Comporta un incontro costante, una reciproca accoglienza tra realtà non sempre comunicanti; eppure è la sfida più avvincente che possiamo immaginare per dare il nostro contributo ad un nuovo modo di vedere (e vivere) il mondo

Chi controlla l’informazione?

A un attento osservatore l’informazione italiana, e forse anche a uno distratto, apparirà tutta molto simile a sé stessa. Spesso

Laudato sì for dummies

Cosa c’è di più complesso da leggere ed interpretare di un’Enciclica Papale? Eppure l’encilcica Laudato Sì ha sollevato un grande

Abbondanza e solitudine

Nonostante questi anni di grande crisi, l’inizio del millennio ci ha regalato soprattutto abbondanza.
La produzione agricola mondiale sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione, la ricchezza dei grandi ricchi e delle grandi aziende è ben maggiore del PIL di uno stato africano.

L’Italia e la complessità, un problema profondo

Abbiamo paura della complessità, adoriamo la semplicità e inseguiamo la semplificazione, rifiutiamo tutto ciò che ci richiede tempo, concentrazione, ragionamento. Questa è l’epoca della comunicazione istantanea, della messaggio semplificato, dei “key performance indicator”, dell’emozione in diretta e del “quick win”, della panacea di tutti i mali, del messaggio che conforta ed entusiasma. La complessità ci dà noia, quando invece essa è inesorabilmente presente in tutti gli aspetti della nostra vita.

Big data e privacy

“La privacy così come l’abbiamo conosciuta in passato non è più possibile. Il modo convenzionale che abbiamo di pensare alla privacy è morto”. Ogni minima frazione delle nostre informazioni personali è attualmente a disposizione di chi vuole entrarne in possesso, ma ci sono aspetti della nostra vita che possono restare privati, e che vale la pena combattere per mantenere tali.

All’Università non servono solo più soldi

Il recente sciopero dei docenti ha senza dubbio avuto il merito di riportare l’attenzione del dibattito pubblico sull’università. Ciò è

Come aggiustare il giornalismo

“Ecco cosa sappiamo: 1. Il sistema attuale del giornalismo come professione non funziona. 2. Il sistema attuale del giornalismo come