Oltre il Lavoro

Reddito di Cittadinanza: Cos’è e cosa dovrebbe essere

Il Governo 5Stelle – Lega ha proposto l’introduzione di un reddito di cittadinanza.

Ma se dovessimo spiegare a qualcuno all’estero il contenuto di questa misura e usassimo il termine “reddito di cittadinanza” (citizen income) ne rimarrebbero confusi.

Cerchiamo di capire perché partendo da alcune definizioni.

  • Reddito universale o reddito di base: Ogni mese lo stato versa a ogni persona (in genere a ogni residente) una somma fissa e uguale per tutti di denaro. Il reddito di base viene versato anche a chi lavora, ha lo stesso importo indipendentemente dal reddito del ricevente e non è tassato.
  • Reddito di cittadinanza: Un reddito di base che ha come destinatari i cittadini di uno stato invece che i residenti.
  • Reddito minimo: Un’integrazione al reddito data a chi non lavora e a chi lavora con un salario minore del reddito minimo: nel primo caso viene erogato l’intero importo, nel secondo caso la differenza tra salario percepito e importo del reddito minimo. Spesso è associato a misure che mirano al reinserimento lavorativo (ad esempio i centri per l’impiego)
  • Sussidi di disoccupazione: Quando una persona perde il lavoro (spesso non volontariamente, quindi a seguito di fallimento dell’azienda o licenziamento ma non di dimissioni) le viene garantito per un certo periodo di tempo un reddito finché non trova lavoro. Lo stato attiva dei percorsi di reinserimento lavorativo per rioccupare le persone.
  • Salario minimo: Orario o mensile, fissa una soglia di retribuzione minima che i datori di lavoro devono garantire.

La gran parte di questi strumenti sono stati utilizzati nel corso del tempo in misura più o meno estesa come strumenti di supporto al reddito, ma sono tra loro molto differenti.

Proverò a evidenziare queste differenze con alcuni “esempi”, evidenziando per ognuno dei casi quali strumenti sono più efficaci.

Workfare vs Welfare universale
Workfare: Reddito Minimo, Sussidi di Disoccupazione, Salario Minimo
Welfare universale: Reddito universale, Reddito di Cittadinanza

Nel dibattito più recente è emersa la differenza tra due diverse concezioni di Welfare (letteralmente benessere, indica l’insieme dei servizi e dei sussidi che gli enti pubblici erogano agli abitanti): la visione universalistica, che sostiene che il pubblico deve erogare a ogni persona beni e servizi sufficienti per una vita dignitosa, e il cosiddetto Workfare (unione di “work”, lavoro, e welfare), che vede il lavoro come strumento primario di sostentamento e inserimento sociale, che non deve essere disincentivato dai servizi erogati (che anzi a volte dipendono proprio dall’essere lavoratore) e l’obiettivo principale delle politiche di workfare è quello di rioccupare i disoccupati.

Lavoratori a ore vs Lavoratori a cottimo
Lavoratori a ore: Sussidi di disoccupazione, Salario minimo
Lavoratori a cottimo: Reddito universale, Reddito di cittadinanza, Reddito minimo

Sono nate e si sono diffuse negli ultimi anni forme contrattuali (CoCoCo, (finte) partite IVA) che non hanno dei contratti orari e che non è evidente quando siano occupati e quando no. Ciò fa sì che sfuggano forme di salario minimo e che spesso risultino occupati anche in periodi di relativa inattività e, quindi, di basso reddito.

Piena occupazione vs Disoccupazione Strutturale
Piena occupazione: Sussidi di disoccupazione, Salario minimo
Disoccupazione strutturale: Reddito universale, Reddito di cittadinanza, Reddito minimo

C’è un dibattito in corso tra gli economisti se sia possibile con il modello economico attuale garantire la piena occupazione, cioè un lavoro retribuito a livello tali da garantire uno stile di vita dignitoso per ogni persona, o se stiamo andando incontro a un periodo di forzata disoccupazione per una parte della popolazione.

Nel caso fosse vera la seconda ipotesi i modelli di workfare più spinti (sussidi per un tempo definito, salario minimo) lascerebbero parti della popolazioni scoperte da ogni forma di tutela.

E quindi?

Messo in luce come questi termini siano tutt’altro che equivalenti possiamo cercare di inquadrare la proposta del governo.

Intanto sicuramente non è un reddito di cittadinanza, poiché non è universale cioè non viene dato a tutti indipendentemente dalla propria condizione lavorativa o reddituale.

Non è un reddito minimo perché nel momento in cui si trova un lavoro pagato meno del sussidio del governo non si ottiene nessuna compensazione.

Probabilmente la definizione migliore sarebbe “sussidio di disoccupazione”, che ci sembra una cosa piuttosto normale e già vista.

A difesa del governo va detto che probabilmente finirà per essere più ampio della cassa integrazione che vigeva precedentemente, ma sarà pur sempre un sussidio per disoccupati che ha lo scopo di rioccuparli e non una misura che punti a riformare nelle fondamenta il nostro mercato del lavoro e la nostra società per adattarli al nuovo millennio.

Con tutti i problemi che ciò comporta a livello di dumping salariale, tutela dei lavoratori Co.Co.Co. e delle piccole partite IVA.

Michele Ciruzzi on Twitter
Michele Ciruzzi
22 anni, Milanese insediato a Torino. Scout e giocatore di ruolo.
In università studio Matematica, fuori tutto il resto.
Di Sinistra e -in fondo- Democratico, però non riesco a essere amico di tutti...
Avatar

About Michele Ciruzzi

22 anni, Milanese insediato a Torino. Scout e giocatore di ruolo. In università studio Matematica, fuori tutto il resto. Di Sinistra e -in fondo- Democratico, però non riesco a essere amico di tutti...

Related Posts