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Oltre il lavoro

L’economia del lavoro è il ramo specialistico dell’economia che studia la domanda e l’offerta di lavoro, definisce e misura l’occupazione e la disoccupazione, valuta gli effetti sulle imprese e sull’economia in senso lato delle politiche economiche destinate ad affrontare il problema della disoccupazione.
L’economia del lavoro tenta di capire il mercato e le dinamiche del mondo del lavoro.
L’economia del lavoro si interessa anche della relazioni esistenti tra il mercato del lavoro e il mondo dell’istruzione.
Si preoccupa di stabilire se esistono delle relazioni tra i livelli di produttività, il livello di istruzione, la qualità dei contratti di lavoro e i differenziali salariali tra i vari tipi di lavoratori. I livelli di disoccupazione infatti, come i livelli salariali, non possono prescindere dalle competenze (‘skill’) possedute dalla popolazione dei lavoratori ed eventuali interventi pubblici non possono non tenerne conto.
Ma l’economia del lavoro non ragiona su un aspetto che sta diventando sempre meno intoccabile: la centralità del lavoro nel percorso di vita dell’individuo. Il rapporto tra identità e lavoro sta mutando in maniera irreversibile.
Se è vero che il lavoro contribuisce a definire la nostra identità nella misura in cui stabilisce il nostro ruolo all’interno della società, chi siamo noi oggi? In una società in cui il lavoro è ormai precario, flessibile, aleatorio; in esso abbiamo smesso di rispecchiarci, nè questo si rispecchia più in noi e corriamo il rischio sempre più forte di smarrire la nostra identità.
Infine, la quarta rivoluzione industriale sta per portare i suoi effetti anche in occidente, con profondi mutamenti del processo produttivo ma anche del tessuto occupazionale della manifattura: l’effetto di sostituzione distruggerà completamente l’occupazione nel nostro Paese portandoci verso una crisi irreversibile o le idee, le innovazione e le nuove tecnologie valorizzeranno il lavoro dell’uomo e saranno componenti fondamentali di un’economia libera?