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Ai confini dell’uomo

Difficile trovare un’appropriata introduzione a un ambito così delicato come la bioetica. Essa apre porte su dimensioni più grandi, più spaventose e più incerte e chiama in causa scienza, religione e spiritualità a diversi gradi e livelli. La bioetica ci impone di fare per prima cosa un passo indietro e osservare; ascoltare prima di tutto, e muoversi delicatamente in un territorio dai confini indistinti a cavallo tra la vita e la morte, e tra l’essere umano e il non più (o non ancora umano). Soprattutto, è un territorio che ci impone di abbandonare le definizioni troppo nette, le affermazioni assolute e le imposizioni di verità che non sempre (e non per tutti in ugual misura) sono di chiara individuazione.

Per Argo, la bioetica si muove principalmente su due grandi linea di riflessione e di azione:

  • da un lato, intendiamo affrontare il dibattito sul fine vita, nell’intento di elaborare un’analisi attenta e delicata sulle problematiche della questione che coinvolge aspetti medici, scientifici ma anche religiosi e spirituali. Si tratta di procedere con attenzione, nel rispetto del sentire altrui, ma anche e soprattutto con il fine ultimo di arrivare ad una libertà di scelta che travalichi barriere culturali e religiosi, libertà di scelta che si affermi come orizzonte e linea guida per il lavoro futuro.
  • dall’altro lato, siamo interessati ad approfondire il rapporto che intercorre tra uomo e macchina; un rapporto che tende di nuovo ad offuscare i confini e a porre nuove problematiche riguardo alla “natura” dell’essere umano, al rapporto tra natura e cultura (al cuore del dibattito antropologico per lo meno nell’ultimo secolo), al rapporto tra corpo e medicina (altro tema molto caro degli studi di antropologia) fino alle più complesse questioni della donazione di organi, del corpo artificiale e di quanto questi elementi comportino modifiche sulla percezione dell’essere umano.

Si tratta evidentemente di discorsi intensi e per certi versi spaventosi, perchè ci richiedono la sospensione del giudizio (per noi così rassicurante) e implicano nuove valutazioni circa la più impegnativa delle domande: un essere umano, cos’è?